il caffè: fa bene o fa male?

Questa è una questione interessante, visto che è una delle bevande più consumate dagli italiani.
Io personalmente amo l’aroma del caffè e quindi per me ridurlo non è stato facile ma ne è valsa la pena.

Il caffè preso in piccole dose non è nocivo, anzi alcune ricerche scientifiche affermano che può avere effetti benefici su cuore e arterie. Il motivo di quest’azione cardioprotettiva e vasoprotettiva parrebbe da attribuirsi ai composti fenolici antiossidanti presenti nel caffè.

Il problema è che mediamente se ne beve a bizzeffe e più si è stanchi e più se ne beve, pensando che questa bevanda possa dare energia e aumentare la concentrazione.

Il caffè come tante altre sostanze, crea dipendenza, come la sigaretta, il desiderio di dolci, o il cibo ad alto contenuto di grassi.
Quando si è abituati a berlo, ogni occasione è giusta, per prendersi una pausa caffè.

Ma il problema nasce quando si decide di ridurlo, ci si accorge di sentirne la mancanza e alcune persone percepiscono un senso di debolezza, accompagnato da mal di testa e scarsa concentrazione.

Il caffè: bevanda benefica o nociva?

Il caffè è uno stimolante nervino, ma l’effetto dura ben poco, e poi ci si sente doppiamente più stanchi, mentre tutto il resto lavora a sfavore del nostro organismo.

Il caffè riduce l’assimilazione di alcune vitamine, ad esempio la vitamina C, crea una notevole acidità che irrita le mucose di bocca, stomaco e intestino,  poiché la caffeina, aumenta la secrezione gastrica (aumento della produzione di acido cloridrico), peggiorando notevolmente il livello di acidosi, contribuendo in tal modo alla manifestazione di infiammazioni, appesantisce il fegato, stimola la produzione di cortisolo che a sua volta aumenta ulteriormente lo stress e il nervosismo, la difficoltà a prendere sonno la sera e/o ad avere un sonno ristoratore la notte.

Secondo il National Cancer Institute, le temperature necessarie alla torrefazione svilupperebbero acrilamide, una sostanza potenzialmente cancerogena, che viene generata dalle alte temperature durante la torrefazione; il caffè parrebbe essere più che una bevanda, un concentrato di elementi aromatici estratti da grani carbonizzati.

A peggiorare il tutto, il problema maggiore sembrerebbero le temperature alte a cui viene consumata questa bevanda. Gli esperti dicono che queste alte temperature possono causare piccole lesioni e infiammazioni al cavo orale e quindi essere collegate anche alle infiammazioni all’esofago e allo stomaco.

Il caffè: quanto e quale bere?

Dal mio punto di vista, credo che sia decisamente meglio limitarlo e concentrare il consumo nella prima parte della giornata, in modo, tra  le altre cose, di non impattare sulla capacità di rilassamento individuale, la sera.

Un’altro aspetto da considerato, è che il contenuto di caffeina, cambia in base alle modalità di preparazione del caffè: l’espresso contiene poca caffeina, rispetto alla moka e al caffè filtrato all’americana. L’espresso del bar è più leggero rispetto a quello della moka, perché l’alta temperatura della macchina, consente un’estrazione rapida delle sostanze aromatiche ma non di tutta la caffeina presente, mentre con la moka casalinga, il caffè filtra lentamente e lascia passare più caffeina.

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